Category: Frankenstein


Locandina Embryo

Un film di Ralph Nelson. Con Rock Hudson, Roddy McDowall, Barbara Carrera, Diane Ladd, Anne Schedeen. Fantastico, durata 104 min. – USA 1976. MYMONETRO Embryo * * - - - valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il dottor Hollinston (Rock Hudson) è un genetista vedovo e solitario, che riesce a sviluppare un cane manipolandone i geni, partendo dal feto di una cagna che ha trovato morente. Il successo lo spinge a fare lo stesso con gli esseri umani e, quando gli capita il feto di una donna morta per un incidente, ci prova. Il risultato è Victoria (Barbara Carrera), che in pochi giorni si sviluppa sino a diventare donna. Hollinston si innamora di lei, ma Victoria non si dimostra in grado di condurre una vita normale, con conseguenti terribili complicazioni. Continua a leggere

Risultati immagini per Frankenstein di maryUn film di Kenneth Branagh. Con Robert De Niro, Kenneth Branagh, Helena Bonham Carter, Tom Hulce, Hugh Bonneville. Titolo originale Mary Shelley’s Frankenstein. Horror, Ratings: Kids+16, durata 128′ min. – USA 1994. MYMONETRO Frankenstein di Mary Shelley * * * - - valutazione media: 3,35 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo aver prodotto e diretto nel ’92 Dracula di Bram Stoker, la Zoetrope di F.F. Coppola affida la regia a Branagh di questa ennesima versione del romanzo Frankenstein ovvero il Prometeo moderno (1818). Branagh riprende la struttura a scatole cinesi che inizia e si chiude tra i ghiacci del Circolo Polare Artico: Continua a leggere

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Un film di James Whale. Con Colin Clive, Mae Clarke, John Boles, Boris Karloff, Edward Van Sloan. Horror, b/n durata 71 min. – USA 1931. MYMONETRO Frankenstein * * * * - valutazione media: 4,14 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Frankenstein o il Prometeo moderno (1818), di Mary Wollstonecraft Shelley e da un adattamento teatrale (1927) di Peggy Webling. Nel suo laboratorio tra le montagne svizzere, all’inizio dell’Ottocento, il medico barone Henry Frankenstein riesce a creare un essere vivente mettendo insieme pezzi di cadaveri umani, ma la “creatura”, sobillata da un servo Continua a leggere

Frankenstein Junior - dvdrip_s.jpg
Un film di Mel Brooks. Con Gene Wilder, Peter Boyle, Marty Feldman, Teri Garr, Madeleine Kahn.Titolo originale Young Frankenstein. Comico, b/n durata 106 min. – USA 1974. – Nexo Digitaluscita martedì 26 novembre 2013. MYMONETRO Frankenstein Junior ****- valutazione media: 4,22 su 80 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il dottor Frankenstein, nipote del celeberrimo medico, è un affermato neurochirurgo che vive e insegna in una università negli Stati Uniti ed è impegnato a far dimenticare la sua discendenza dal creatore della Cosa. Un giorno però riceve l’invito a recarsi nel castello del nonno in Transilvania a causa di un lascito testamentario. Finisce così per essere attratto dall’atmosfera del luogo, scopre il polveroso laboratorio in cui venne portato a termine l’esperimento e decide di tentare a sua volta l’impresa trafugando un cadavere per restituirgli la vita.
L’eclettismo parodistico di Mel Brooks gli fa realizzare nello stesso periodo Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior ma è il secondo destinato a rimanere nella storia del cinema. Perché in questo caso riesce ad andare ben oltre alla parodia grazie forse anche alla collaborazione di Gene Wilder alla sceneggiatura. La cura dei particolari è segno dell’amore che Brooks prova per il cinema che vuole prendere amabilmente in giro. Le location sono un continuo rimando ai tempi che furono. L’arrivo del treno alla stazione viene girato sul set di Prigionieri del passato, il furto del cadavere è collocato vicino alla chiesa in cui Greer Garson si sposava ne La signora Miniver e l’assalto degli abitanti del villaggio fa uso del set de I fratelli Grimm. Ma c’è di più: per il laboratorio Brooks richiama in servizio Ken Strickfanden (all’epoca ottantenne) che era stato scenografo sul set del film di Whale.
Tutto questo, unito a una straordinaria fotografia in bianco e nero e all’uso di musiche utilizzate nelle colonne sonore dell’epoca, conferma l’attenzione quasi maniacale nella ricostruzione del clima giusto. Su questa base si innerva un umorismo che non vuole essere dissacrante e che lascia trapelare la nostalgia senza però frenare la comicità.
Questa si dispiega grazie a un Wilder la cui nevrotica calma apparente ha modo di esplicitarsi in tutte le sue varianti sostenuta com’è dai coprotagonisti tra i quali spiccano gli occhi indimenticabili di Marty Feldman, Igor da antologia con gobba mobile in grado di permettersi degli sguardi in macchina che ricordano allo spettatore che la sua complicità è necessaria per un divertimento che è però comunque assicurato e resiste nel tempo.

La_Vendetta_di_Frankenstein_s

Un film di Terence Fisher. Con Peter Cushing, Eunice Gayson, Francis Mathews, Michael Gwynn, Oscar Quitak, John Welsh, Lionel Jeffries.Titolo originale The Revenge of Frankestein. Horror,Ratings: Kids+13, durata 89 min. – Gran Bretagna 1958. MYMONETRO La vendetta di Frankenstein * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sfuggito al capestro grazie all’aiuto di Karl, un povero storpio al quale ha promesso un nuovo corpo, il barone Victor Frankenstein si rifugia a Carlsbruck dove, sotto l’identità del dottor Stein e con l’assistenza del giovane Hans Kleve, prende a lavorare nell’ospedale cittadino. I numerosi pazienti – per lo più povera gente abbandonata a se stessa – gli forniscono abbondanza di “materia prima” per continuare gli esperimenti, e lo scienziato si accinge a ricostruire il corpo per Karl in un laboratorio segreto. L’operazione ha successo, ma la creatura, accidentalmente liberata da un’infermiera, è aggredita da un custode e riporta una grave ferita che la rende furiosa. Il mostro assale il suo creatore rivelandone a tutti l’identità e Frankenstein, tentata invano la fuga, è circondato dalla folla degli inferociti internati dell’ospedale. Kleve riesce a sottrarre lo scienziato morente e, ricostruito un corpo somigliantissimo a quello del barone, vi trapianta il cervello del moribondo… Tempo dopo, a Londra, un dottore comincia a farsi notare nell’ambiente scientifico: il suo nome è Franck, ma le sue sembianze ed il suo cervello sono quelli di Victor Frankenstein.
Jimmy Sangster e Terence Fisher continuano a alimentare la leggenda di Frankenstein senza preoccuparsi delle origini letterarie del personaggio. Per la seconda volta l’ottimo Peter Cushing ritrae il protagonista come una mente geniale ma egocentrica, che sacrifica ogni ragione etica ad un frainteso traguardo scientifico, riconducibile in realtà alla gloria e al successo personale. La creatura, interpretata da Michael Gwynn, è soltanto l’elemento necessario per sviluppare la storia verso un’inedita, originale conclusione: quel significativo ultimo scambio di corpi e cervelli che salda indissolubilmente l’identità del barone con quella della sua creatura. Prodotto da Michael Carreras e inizialmente progettato con il titolo “The Blood of Frankenstein”, il film è il sequel della Maschera di Frankenstein.

Gli_Orrori_di_Frankenstein_s

Un film di Jimmy Sangster. Con Jon Finch, Ralph Bates, Kate O’Hara, Joan Rice, Kate O’Mara.titolo originale The Horror of Frankenstein. Horror, durata 95 min. – Gran Bretagna 1970.MYMONETRO Gli orrori di Frankenstein * 1/2 - - - valutazione media: 1,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il protagonista di questa nuova puntata della saga di Frankenstein prodotta dalla Hammer, oltre ad essere uno scienziato criminale è anche un parricida. Per non essere intralciato nei suoi progetti, Victor Frankenstein uccide il padre, ne eredita il patrimonio, completa gli studi di medicina a Vienna e, una volta tornato in patria, inizia la costruzione di un uomo artificiale che dovrebbe rivoluzionare le leggi dell’anatomia e della filosofia. Procuratosi membra e cervello da cadaveri diversi, per assemblare la creatura, ed accesa in lei la scintilla della vita, Victor, però, si accorge di aver generato un essere spaventoso ed è ben presto costretto ad uccidere amici e colleghi per sviare i sospetti della polizia. Quando, infine, sta per essere smascherato, la provvidenziale scomparsa del mostro – dissoltosi accidentalmente in una vasca ricolma di acido – lo scagiona da qualsiasi accusa.
Apprezzato sceneggiatore, Jimmy Sangster si cimenta nella regia con questa pellicola che, secondo le intenzioni della Hammer, doveva rinnovare il fanta-horror portandolo più vicino ai gusti delle nuove generazioni, poco propense ormai ad accettare le ripetitive riletture dei classici e più sensibili alla parodie. Ma il film si rivela un flop tanto sotto il profilo narrativo quanto da un punto di vista stilistico. La vicenda raccontata è banale – appena sostenuta da un’accentuata dose di cinismo – e la regia sembra più vicina alla tecnica televisiva che a quella cinematografica. The Horror of Frankenstein testimonia l’inaridimento di un filone che aveva avuto successo presso il pubblico e richiamato – nel bene o nel male – l’attenzione della critica. L’assenza di Peter Cushing, attore deputato al ruolo di Frankenstein, si fa notare, anche se Ralph Bates ce la mette tutta per fare buona figura.La “Creatura” è interpretata da David Prowse, il cui nome resterà poi associato con il personaggio di Darth Vader di Guerre Stellari.

La Moglie di Frankenstein - DA ita eng subita eng_s

Un film di James Whale. Con Walter Brennan, John Carradine, Boris Karloff, Colin Clive, Valerie Hobson. Titolo originale The Bride of Frankenstein. Horror, b/n durata 80 min. – USA 1935. MYMONETRO La moglie di Frankenstein * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una villa a Ginevra, Mary Shelley racconta al marito Percy e a Lord Byron il seguito della storia del dottor Frankenstein… La creatura, scampata miracolosamente all’incendio del mulino, continua a vagare per le campagne. Il dottor Henry Frankenstein, anche lui scampato alla morte, giura alla moglie di non voler più continuare i folli esperimenti, ma riceve la visita del dottor Pretorius, suo antico insegnante, che gli propone di dar vita ad una nuova razza di uomini artificiali donando alla creatura una sposa. Frankenstein, nonostante sia affascinato dalle miniature viventi che Pretorius ha creato, rifiuta di collaborare, ma dopo che il mostro gli ha rapito la moglie è costretto ad accettare. Nel laboratorio di Pretorius le macchine riprendono, dunque, a funzionare: i trasformatori convogliano potenti scariche elettriche su un corpo che attende la vita. Il corpo comincia ad animarsi e liberato dalle bende rivela il volto di una donna. La creatura guarda con affetto alla sua compagna, ma costei scorgendo le fattezze del mostro grida inorridita scatenando la sua furiosa disperazione. Frankenstein e sua moglie fuggono dal laboratorio in fiamme nel quale trovano la morte Pretorius e le due povere creature. Dopo il Frankenstein del 1931, Whale si concede un secondo appuntamento con il mostro di Mary Shelley, e proponendo un’originale rilettura del mito ne addolcisce gli elementi orrorifici con toni da commedia nera. La vicenda è idealmente scandita in tre parti, concentrate, rispettivamente, sulla creatura, su Pretorius e sulla donna artificiale. Karloff interpreta nuovamente il mostro – truccato con leggere variazioni ancora da Pierce – e ne accentua gli aspetti umani (per la prima volta, parla), facendolo più consapevole del destino che lo rende diverso: il mostro uccide ancora, ma è capace di amicizia e di premure verso il cieco solitario suonatore di violino che lo accoglie in casa (…e gli dà da mangiare, da bere e da fumare!). L’uomo artificialmente creato è qui, più che nel primo film, una vittima, non tanto perché perseguitato e incatenato, ma perché votato ad una solitudine senza fine. Pretorius è una sintesi bizzarra (…confessa che il gin è il suo solo vizio, ma poco dopo dice la stessa cosa del fumo) di tutti gli scienziati pazzi fino ad allora apparsi sullo schermo: l’espressione sfuggente e sinistra di Thesinger conferisce alla figura i contorni grotteschi dello scienziato-alchimista depositario di un sapere superiore che gli consente di stravolgere le leggi della vita. Come il mago delle favole – e del cinema delle origini -, mostra compiaciuto le sue miniature viventi (tra le altre: una regina, un re, una danzatrice e una sirena) conservate in ampolle di vetro, godendo dello stupore che sa suscitare. Ma la sua perfidia è tutta “anni ’30” essendo le sue armi, per raggiungere lo scopo, il rapimento e il ricatto. Elsa Lanchester, nel ruolo della donna destinata al mostro (ma l’attrice interpreta nel prologo anche la stessa Mary Shelley), è affascinante: vestita con un elegante bianco sudario, sfoggia un’acconciatura nella quale spiccano due bianche strisce saettanti. L’attrice riempie lo schermo con il volto che ha scatti da animale impaurito e con gli occhi che roteano sullo schermo a scoprire la meraviglia che la circonda. Il suo grido finale – uno stridio animalesco – è inimitabile e impressionante. Il laboratorio ha una rilevanza figurativa notevole: all’interno di una torre, si alza vorticosamente verso l’alto il “diffusore” – un fascio di antenne cinto di anelli concentrici ed emisfere di metallo -, mentre una pesante campana convoglia la luce sulla postazione di comando dei due scienziati intenti, con le mani protette da guanti, alla manovra di manopole e leve. Le inquadrature distorte, i primissimi piani dei volti tagliati dai riflessi, le ombre che danzano sulle soffocanti pareti di pietra creano un’atmosfera viva ed angosciante colorando l’ambiente di un fascino misterioso che evoca visioni da incubo. Il lieto fine – con Frankenstein e la moglie Elizabeth che si salvano – venne preferito dai produttori a quello iniziale che vedeva il dottore stesso perire nell’esplosione della torre, e in una delle prime sceneggiature la stessa Elizabeth, dopo essere stata rapita, doveva finire uccisa affinché il suo cuore fosse trapiantato nel corpo della donna artificiale. La lavorazione del film fu accompagnata dalle preventive preoccupazioni dell’Ufficio Hays che, nella persona di Joe Breen, si adoperò per far togliere qualsiasi idealizzazione “divina” alla figura di Frankenstein: nondimeno, ai censori sfuggirono la velata omosessualità di Pretorius e la generosa scollatura di Elsa Lanchester nel ruolo di Mary Shelley. In una edizione italiana del film (trasmessa alla fine degli anni ’80 sulle reti televisive Mediaset) sono state tagliate le scene dell’uccisione del borgomastro e dello zio di Karl (l’attore Dwight Frye): a causa dei salti di montaggio, quest’ultimo personaggio passa inspiegabilmente dalla figura dello “scemo del villaggio” a quella di assistente del professor Pretorius; nei titoli di testa, inoltre, il cognome dell’attrice “Lanchester” è storpiato in “Lauchester”. L’edizione americana in DVD è corredata dall’interessante documentario She’s Alive: Creating The Bride of Frankenstein (1999) di David J. Skal che ricostruisce in 40 minuti la storia del film, con dovizia di aneddoti e di interviste. La colonna sonora di Franz Waxman venne riutilizzata nel serial Flash Gordon del 1936.

La Figlia di Frankenstein_s

Un film di Richard Cunha. Con John Ashley, Sandra Knight, Donald Murphy, Felix Locher, Sally Todd. Titolo originale Frankenstein’s Daughter. Avventura, durata 85 min. – USA 1958. MYMONETRO La figlia di Frankenstein * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

L’anziano professor Morton sta elaborando una terapia contro l’invecchiamento dei tessuti e confida ardentemente sulla collaborazione di Oliver, uno studente che si mostra particolarmente attento e sollecito. Il buon Morton non sa che il giovanotto è, in realtà, il pronipote del famigerato barone Frankenstein, e che la sua devozione nasconde il proposito di riutilizzare gli insegnamenti ricevuti nel nefasto tentativo di dar vita ad un corpo artificiale ricostruito segretamente in laboratorio. Avendo necessità di cadaveri per realizzare la sua creatura, Oliver svia i sospetti della polizia somministrando a Trudy, l’ignara nipote di Morton, un siero che, periodicamente, ne altera spaventosamente le sembianze e la personalità. Raggiunto lo scopo di dar vita al mostro – un grottesco simulacro di donna – Oliver mette in atto un piano per sbarazzarsi dei padroni di casa, ma Johnny Bruder, fidanzato di Trudy, interviene appena in tempo per evitare il peggio.
Mediocre sotto tutti i punti di vista, il film conferma le limitate capacità di Richard E. Chuna, regista di pellicole come Giant from the Unknown e Missile to the Moon. Gli interpreti fanno del loro meglio per non sprofondare nel ridicolo, ma l’intreccio, simile a quello della Figlia del dottor Jeckyll, non regala alcuna emozione e i due mostri – incredibilmente brutti e goffi – non possono invocare alcuna clemenza.Titoli alternativi: La hija de Frankenstein, La fille de Frankenstein, She Monster of the Night.

 

Distruggete Frankenstein_s

Un film di Terence Fisher. Con Peter Cushing, Simon Ward, Freddie Jones, Veronica Carlson, Thorley Walters. Titolo originale Frankenstein Must Be Destroyed!. Horror, Ratings: Kids+13, durata 101′ min. – Gran Bretagna 1969. MYMONETRO Distruggete Frankenstein * * - - - valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il barone Frankenstein prosegue i suoi esperimenti sul cervello umano. Per procurarsi la “materia prima” non esita a uccidere e a servirsi, col ricatto, del giovane direttore di un manicomio. Maestro dell’horror, Fisher ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l’Uomo Lupo, Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. È il suo 4° Frankenstein.