Category: Russia


fronte_resistance.jpgBitvazaSevastopolUcraina, Russia2015Genere: Biografico durata 110’Regia di Sergey Mokritskiy Con Yuliya Peresild, Evgeniy Tsyganov, Joan Blackham, A natoliy Kot, Oleg Vasilkov, Nikita Tarasov, Stanislav Boklan, Natella Abeleva-Taganova…

La storia di una donna che ha cambiato il corso della storia: Lyudmila Pavlichenko. Leggendario cecchino sovietico donna durante la Seconda guerra mondiale, Lyudmila ha visto morte e sofferenza sui campi di battaglia ma la sua prova più dura è stata quella che ha dovuto subire per via dell’amore, fortemente compromesso dal conflitto. Continua a leggere

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Un film di Valerio Mieli. Con Isabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Glen Blackall, Sergei Zhigunov. Commedia sentimentale, durata 99 min. – Italia, Russia 2009. – Bolero uscita giovedì 10 dicembre 2009. MYMONETRO Dieci inverni * * * - - valutazione media: 3,07 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Primo inverno. 1999. Camilla lascia il paese d’origine e si trasferisce a Venezia per frequentare l’università. Sul vaporetto incontra Silvestro: il sorriso chiaro, le idee molto meno. Un po’ per fato e un po’ per intenzione, il ragazzo perde l’ultima corsa della sera e passa la notte insieme a lei. È l’inizio di un amore che chiederà dieci anni per riconoscersi come tale. In mezzo scorrono l’amicizia, la paura, il dubbio, le impennate di orgoglio, l’incredulità. Continua a leggere

Risultati immagini per Corazzata Potemkin

Un film di Sergej M. Ejzenstejn. Con Alexander Antonov, Vladimir Barski, Grigorij Alexsandrov, Michail Gomarov, Ivan Bobrov. Titolo originale Bronenose? Potëmkin. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 67′ min. – Russia 1925. MYMONETRO La corazzata Potëmkin * * * * - valutazione media: 4,22 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Racconto, parzialmente inventato, dell’ammutinamento dei marinai dell’incrociatore corazzato Kniaz Potëmkin Tavričevskil, scoppiato a Odessa il 27 giugno, uno degli episodi che si svolsero in Russia durante i movimenti rivoluzionari del 1905. Commissionato dal governo sovietico per il ventennale, il film è costruito come un dramma in cinque atti che lo stesso S.M. Ejzenštejn titolò: 1) Uomini e vermi; 2) Dramma sul ponte; 3) Il sangue grida vendetta; 4) La scalinata di Odessa; 5) Il passaggio attraverso la squadra. Ognuna delle cinque parti _ paragonabili ai movimenti di una sinfonia _ è imperniata su Continua a leggere

Locandina 12

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Un film di Nikita Mikhalkov. Con Nikita Mikhalkov, Sergei Makovetsky, Sergei Garmash, Aleksei Petrenko, Yuri Stoyanov. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 153 min. – Russia 2007. – 01 Distribution uscita venerdì 27 giugno 2008. MYMONETRO 12 * * * - - valutazione media: 3,44 su 45 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un testo teatrale al servizio dell’occhio esperto del regista russo Nikita Mikhalkov. Remake de La parola ai giurati – film che nel 1957 segnò l’esordio alla regia di Sidney Lumet12 ne è un riuscitissimo adattamento, grazie anche a una prova corale degli attori senza alcuna defezione.
Ambientato totalmente all’interno di una palestra, dodici giurati si ritrovano a dover decidere all’unanimità della sorte – ormai segnata – di un giovane ceceno accusato di parricidio. Ma nel meccanismo qualcosa si inceppa, e la certezza della pena viene messa in dubbio da un giurato che, poco a poco, costringe ognuno a rivedere le proprie posizioni, rendendo la sentenza più difficile del previsto.
Un thriller psicologico che rappresenta il ritorno alla regia di un maestro del cinema mondiale (Oci Ciornie, Pianola meccanica) con una sceneggiatura attualizzata ed efficacissima sulla giustizia (umana e divina) e sul libero arbitrio.
La pellicola, dal punto di vista formale, si serve delle ottime prove attoriali dei “giurati” – fra i quali un affascinante Mikhalkov – differenziandosi totalmente dal “fratello” americano, puntando tutto nella messa in scena di una tragedia legata indissolubilmente alla storia russa degli ultimi decenni, raccontando allo spettatore l’evolversi stesso dell’omicidio, in modo da ribaltarne gradualmente verità e convinzioni.
Nonostante la durata (quasi tre ore), la concentrazione resta focalizzata sul destino di un giovane e sulla possibilità di una giusta redenzione, puntando il dito sul destino e sull’indifferenza degli esseri umani verso i propri simili, indifferenza che viene scalfita da ogni singolo giurato che, in una specie di catarsi, esterna al cospetto degli altri le proprie tragiche esperienze.

Dopo la Morte - muto_s

Titolo originale: После смерти
Paese di produzione: Russia
Prima uscita: 1915
Durata: 45 minuti circa
Colore: B/N
Genere: Horror  Regia: Yevgeni Bauer

In Posle Smerti, il protagonista è Andrei Bargrov (Vitold Polonskij) un ragazzo introverso che vive da recluso assieme alla Zia Gapitolina (Olga Rachmànova), studiando e passando le ore di fronte al dipinto della madre morta, che ha idealizzato nella sua mente. L’amico Tsenin (Georg Asagaroff) tenta di sollevarlo da questa vita invitandolo a feste e altri eventi. Durante uno di questi eventi incontra Zoya Kadmina (Vera Karalli), una giovane attrice che sembra provare una grande attrazione per lui. Ma la sua vita da recluso vince sull’amore e quando Zoya si dichiara, lui la rifiuta. La ragazza, travolta dal dolore, si uccide poco prima di dare uno spettacolo. Solo in quel momento Andrei si rende conto di averla amata e il dolore lo porta ad impazzire. Sogna di continuo Zoya, la cui visione lo tormenta anche da sveglio. Il fisico e la mente di Andrei non reggono e così, nel tragico finale, muore tra le braccia della zia, felice di poter raggiungere la sua amata dopo la morte.
Come accennato prima, Posle Smerti ha nella componente figurativa il suo punto forte. Questo perché il soggetto, seppur potenzialmente originale, non è rafforzato da una sceneggiatura adeguata che si rivela fin troppo ripetitiva. Le scene in cui Andrei vede Zoya in visione (vedi prima immagine) saranno almeno una dozzina e si svolgono tutte allo stesso modo: Andrei spegne la luce, si addormenta e Zoya gli appare in visione, dopo un poco il ragazzo si sveglia e accende la luce sconvolto. Insomma se dal punto di vista tecnico formale Posle Smerti è davvero molto interessante, la sceneggiatura, al contrario, manca di fantasia e il regista fatica a trovare nuove soluzioni di fronte ai limiti della dati dalla trama. A questo si aggiunge un livello recitativo a mio avviso piuttosto scarso, contraddistinto da una sostanziale staticità degli attori che potrebbe anche essere voluto. La gestualità è minima e apparentemente poco curata; questo provoca di fatto una difficoltà di comunicabilità tra il film e lo spettatore, quantomeno quello moderno. Così anche la realizzazione della morte di Zoya risulta poco interessante e noiosamente protratta fino all’inverosimile. Al contrario spicca la scena del ricevimento, dove Andrei viene presentato a tutti gli invitati alla festa e la telecamera si muove seguendo l’avanzare del protagonista e dell’amico Tsenin tra la folla

Ascensione - rus subita_s.jpg
Un film di Larisa Shepitko. Con Maria Vinogradova, Vladimir Gostiukhin, Boris Plotnikov, Lyudmila Polyakova, Anatoly Solonitsyn.Titolo originale Voskhozhdenie. Drammatico, durata 110 min. – Russia 1974.

Il film è basato sul romanzo di Vasil Bykov “Sotnikov” e racconta il destino di due soldati catturati dai nazisti, la dignità e il coraggio dell’uno che si contrappongono alla codardia dell’altro.

Soy Cuba - dvdrip eng subita_s

Un film di Mikhail Kalatozov. Con Betty Luz María Collazo, José Gallaro, Sergio Corrieri, Mario Gonzales Broche, Raúl García Titolo originale Soy Cuba: Ya Kuba. Documentario, b/n durata 141 min. – Cuba, Russia 1964. uscita venerdì 7 ottobre 2005. MYMONETRO Soy Cuba * * * - - valutazione media: 3,25 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Produzione sovietico-cubana che illustra l’evoluzione di Cuba dal regime di Batista alla rivoluzione di Fidel Castro. Girato nel 1964, in piena guerra fredda, questo film di propaganda ferocemente anti-americano denuncia il capitalismo e le sue conseguenze disastrose sull’isola caraibica.

Locandina italiana I guardiani del giorno

Un film di Timur Bekmambetov. Con Konstantin Khabensky, Maria Poroshina, Vladimir Menshov, Galina Tyunina, Victor Verzhbitskiy, Zhanna Friske, Dima Martynov Titolo originale Dnevnoy dozor. Fantastico, durata 132 min. – Russia 2006. – 20th Century Fox uscita venerdì 9 novembre 2007. MYMONETRO I guardiani del giorno * * * - - valutazione media: 3,38 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel mondo vige da mille anni una fragile tregua: è una pausa nella eterna lotta fra le forze del bene e quelle del male, eserciti composti da entità sovrannaturali che si battono in una dimensione parallela a quella dell’uomo. L’armistizio si regge sull’equilibrio delle forze: solo un’arma o un individuo capace di romperlo può far ricominciare la guerra. A controllare che nessuno rompa la tregua ci sono i guardiani del giorno e quelli della notte. La nascita di Egor sembra far pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’oscurità.
Il tentativo delle forze del male di far scoppiare una guerra finale contro le forze del bene è al centro di Guardiani del giorno, il secondo capitolo della trilogia di produzione russa e diretta dal kazako Timur Bekmambetov.
La saga è tratta da una serie di libri di grande successo in Russia, scritti da Sergei Lukyanenko, che hanno venduto oltre di 2 milioni e mezzo di copie. Lo stesso autore è stato coinvolto nella stesura della sceneggiatura. Il film è girato con un grande utilizzo di effetti speciali, tutti al servizio di una storia a tratti difficile da seguire ma che si lascia consumare con piacere. Più in generale, di Guardiani del giorno stupisce la maturità del cinema russo, una scuola dalla grande tradizione e che, all’alba del XXI secolo, dimostra di potersi lanciare nel mercato globale dei grandi blockbuster d’azione fantasy, una cosa impensabile per il cinema italiano.
Colpisce anche la qualità del testo: non solo battaglie ed esplosioni pirotecniche; c’è tanto della tradizione letteraria russa: la burocrazia oscura e opprimente dei guardiani del giorno; l’ineludibilità del destino e il peso, evidente nella trama, della Guerra Fredda combattuta e perduta. Un consiglio: se lo andate a vedere assicuratevi di vedere prima il prequel, I guardiani della notte.

Locandina I guardiani della notte

Un film di Timur Bekmambetov. Con Konstantin Khabenskiy, Vladimir Menshov, Valeriy Zolotukhin, Mariya Poroshina. Titolo originale Nochnoy dozor. Fantastico, durata 114 min. – Russia 2004. uscita venerdì 14 ottobre 2005. MYMONETRO I guardiani della notte * * 1/2 - - valutazione media: 2,55 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella Mosca contemporanea umani dotati di poteri straordinari e vampiri si affrontano per mantenere la tregua ormai millenaria tra le forze della Luce e le forze delle Tenebre. I guardiani della notte sorvegliano le gesta dei vampiri impedendo che possano uccidere persone innocenti, allo stesso tempo gli esseri notturni controllano i guardiani della luce. Un’antica profezia prevede che, all’arrivo di un Eletto, l’equilibrio tra i due poteri sia destinato a spezzarsi in favore di una delle due fazioni che, in seguito a una guerra apocalittica, dominerà l’altra. Quel momento è ormai giunto e il messia dovrà scegliere da che parte stare.
Tratto dall’omonimo romanzo di Sergej Luk’janenko, il fanta-horror che non ti aspetti arriva dalla Russia e si appresta a conquistare l’America visto che sono già stati messi in cantiere due seguiti che verranno distribuiti dalla Fox (I guardiani del giorno e I guardiani del crepuscolo). Piccolo caso in patria, stupisce per la riuscita realizzazione tecnica nonostante il modesto budget a disposizione e per la spettacolarità di alcune scene.
Nel Bene si annida il Male e anche nel Male è possibile trovare un po’ di umanità e di bontà: è questo che ci racconta il film di Bekmambetov e il tema della contrapposizione non manichea tra i due poteri è uno degli aspetti più interessanti di tutto il film che, pur non brillando per originalità, trascina lo spettatore in un mondo affascinante e oscuro; un cammino a volte reso difficoltoso da una trama così complessa, da essere di ostacolo alla comprensione della vicenda.

Stalker - Mux Rus Ita_s

Un film di Andrei Tarkovskij. Con Anatoli Solonitsyn, Nikolaj Grinko, Aleksander Kajdanovski, Alisa Frejndlikh, Natasha Abramova. Fantascienza, durata 161′ min. – URSS, Russia, Germania 1979. MYMONETRO Stalker * * * * - valutazione media: 4,28 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Al centro di una incolta regione industriale c’è una misteriosa Zona, di accesso proibito dalle autorità, dove molti anni prima precipitò un meteorite _ o un’astronave? _ sprigionandovi una potenza magica capace di esaudire i desideri di chi riesce ad arrivarvi. Guidati da uno “stalker” (“to stalk” = inseguire furtivamente), uno scrittore e uno scienziato penetrano nella zona, ma giunti alla meta rinunciano a entrare nella Stanza dei Desideri. Liberamente ispirato al racconto lungo Picnic sul ciglio della strada (1971) dei fratelli Arkadij N. e Boris N. Strugackij, scrittori di fantascienza che l’hanno sceneggiato, il 5° film di Tarkovskij, e l’ultimo che girò nell’URSS, è, nella sua enigmatica compattezza, un’opera affascinante. Non è difficile riconoscere nello “stalker” e nei suoi congiunti le figure dei “poveri di spirito” dostoevskiani, degli umili evangelici che hanno bisogno della fede per mantenere accesa una scintilla di speranza e che si contrappongono agli intellettuali perché ormai, abbandonato ogni illusorio tentativo di intervento nella Storia, dei politici Tarkovskij più non si cura. Sotto il segno dell’acqua, non sembra sibillino il tema della contrapposizione tra la rigidità-forza e la flessibilità-debolezza che corrisponde alla vita. Come accade con i poeti _ e Tarkovskij fa un cinema di poesia _ la filosofia di Stalker passa attraverso l’emozione delle sue immagini.

L Uomo con la Macchina da presa - DA muto descrittivo_s

Un film di Dziga Vertov. Titolo originale Celovek s kinoapparatum. Documentario, b/n durata 64′ min. – Russia 1929. MYMONETRO L’uomo con la macchina da presa * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’uomo con la macchina da presa è il monumento del cinema costruttivista sovietico, un vorticoso mosaico sull’utopia dell’uomo-macchina e di un mondo nuovo. Nonostante la sua indiscussa reputazione, questo classico del cinema muto non è mai stato mostrato con la musica che lo stesso Vertov aveva immaginato per il film, e che fu eseguita soltanto alla sua prima uscita. I nostri agenti di Mosca hanno scovato il manoscritto negli Archivi di Stato; dopo averlo letto, abbiamo pensato che la Alloy Orchestra (già vista all’opera con Sylvester al Festival di Telluride e, lo scorso anno, con Lonesome) fosse l’approdo ideale per il visionario progetto di Vertov. Il risultato è un’abbagliante, distorta sinfonia di musica concreta, trasmissioni radio e danze popolari, un’esperienza sonora esplosiva per un film destinato a celebrare la bellezza del caos. -PCU Il suono nell’Uomo con la macchina da presa è ben più di un’illustrazione alle immagini. Nella visione futuribile di Vertov, il cinema si sarebbe fuso con la radio allo scopo di mettere in contatto i proletari di tutto il mondo, infrangendo così le frontiere e annullando le distanze: “L’uomo con la macchina da presa, scrisse lo stesso Vertov nel 1929, costituisce il passaggio dal cine-occhio al radio-occhio”. In effetti, il film diviene una sorta di radio-occhio grazie a una serie di immagini sonore durante la sequenza dedicata a un dopolavoro del futuro, con visioni sovrapposte a un altoparlante in primo piano. -NT -PCU -YT