Category: Thailandia


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Un film di Danny Pang, Oxide Pang Chun. Con Angelica Lee, Lawrence Chou, Chutcha Rujinanon, Yut Lai So, Candy Lo Thriller, durata 98 min. – Gran Bretagna, Thailandia, Hong Kong 2002.MYMONETRO The Eye * * 1/2 - - valutazione media: 2,86 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Terrorizzante senza versare una sola goccia di sangue.The eye racconta la storia della giovane Mau, cieca dall’età di due anni, che, a seguito di un trapianto corneale, comincia ad essere perseguitata da ombre e allucinazioni. Diretto dai fratelli Pang, il film mescola perfettamente i canovacci del cinema di genere horror-soft, in cui la tensione è generata non tanto dal visibile ma dall’immaginato, con una struttura ed un’eleganza formale di rara perfezione che, alle volte, scade nel formalismo tout court soprattutto nelle scene in cui la protagonista suona il violino. Se il rapporto con il Sesto senso è abbastanza stretto dal punto di vista formale, ben altri sono i contenuti e i messaggi subliminali che offre questa spettacolare pellicola thailandese. Già il titolo fa intendere che il vero protagonista non è la ragazza ma gli occhi che le vengono trapiantati. Il grande Kubrick, in tutti i suoi film, inseriva inquadrature fisse di questo organo particolare, si pensi all’incipit diArancia Meccanica, alla forma di Hal9000 o alla scena del colloquio tra Modine e il sergente in Full metal jacket.
The eye è un film simbolico: lo spettatore è accompagnato gradualmente, così come graduale è la “guarigione” della protagonista, agli inferi. Novella cassandra, la giovane Mau rappresenta i senza voce/nome: coloro che devono acuire i propri sensi per essere “visti” dall’esterno. Una volta persa “la luccicanza” (Stanley scusa) e le caratteristiche che le permettevano di decodificare i segni e i segnali del mondo esterno, la protagonsta resta sola. Vede senza vedere. Fortunatamente, come al solito, l’amore riscatta: ma l’amore di The eye non è il melenso e glicemico sentimento tipico dei film hollywoodiani, ma il sentimento puro che permette al film, cupo, pessimista e tragico di chiudersi con un finale consolante ma non consolatorio. The eye fa sobbalzare dalla sedia. La tensione è fortissima ed il picco raggiunto nella breve ma memorabile scena sulla metropolitana durante la quale la protagonista capisce esattamente cosa le è successo durante l’operazione merita di restare negli annali del cinema. Probabilmente il cinema orientale negli ultimi anni ha subito una forte involuzione e lo spirito innovatore degli anni 80 e inizio 90 si è perso per sempre, ma finchè resteranno sceneggiatori, registi e attori capaci di emozionare e coinvolgere il pubblico con pellicole come The eye, lo sguardo dei cinefili sarà ancora rivolto a est.

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Beautiful Boxer
Lingua originale thailandese
Paese di produzione Thailandia
Anno 2003
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Drammatico
Regia Ekachai Uekrongtham
Sceneggiatura Desmond Sim, Ekachai Uekrongtham
Produttore Ekachai Uekrongtham
Casa di produzione GMM Pictures
Fotografia Choochart Nantitanyatada
Musiche Amornbhong Methakunavudh

Beautiful Boxer (Thai: บิวตี้ฟูล บ๊อกเซอร์) è film thailandese del 2003 diretto da Ekachai Uekrongtham, che narra la vicenda sportiva ed esistenziale di un ragazzo effeminato (poi transessuale) e del rapporto tra la sua condizione intima e la famiglia, la società in generale ed il mondo sportivo ove svolge il suo lavoro come un appassionato pugile professionista.

Basato su una storia vera, la vita di Nong Thoom, un famoso boxeur transessuale thailandese (per l’esattezza un Kathoey), poi anche attrice e modella. Trasmesso immediatamente in Germania nel 2004, è uscito anche in italia in DVD.

Il film mostra tutte le tappe più importanti della vita di Nong, a partire dal momento in cui ancora ragazzino scopre che gli piace indossare abiti femminili e truccarsi. Nel contempo inizia la sua carriera di pugile, giungendo fino in cima alla sua categoria: la sua bravura, oltre allo stile personale aggraziato, gli porta fama e notorietà.

Locandina Le lacrime della Tigre Nera

Un film di Wisit Sartsanatieng. Con Chartchai Ngamsan, Stella Malucchi, Sombat Metanee, Arawat Ruangvuth, Supakorn Kitsuwon Titolo originale Fah Talai Jone. Azione, b/n durata 110′ min. – Thailandia 2001. MYMONETRO Le lacrime della Tigre Nera * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Fiammeggiante mélo romantico dal finale tragico dove l’ostacolo che si oppone al grande amore non è soltanto il conflitto di classe _ lei ricca borghese di Bangkok, lui modesto ragazzo di campagna _ ma anche il fatto che, per vendicare l’uccisione del padre, lui diventa fuorilegge, mentre lei è promessa in sposa a un capitano di polizia. Regista pubblicitario e sceneggiatore, Sartsanatieng esordisce nel lungometraggio con un irrealistico e ironico pastiche, recuperando temi, forme e caratteri dei ridondanti melodrammi thai degli anni ’60 che, a loro volta, assimilavano tropi e stilemi dei mélo hollywoodiani dei ’50, nonché dei western di Leone e Peckinpah. 1° film thailandese distribuito in Italia (dopo “Un Certain Regard” a Cannes), esige, per essere gustato, una lettura di 2° grado che riconosca riferimenti e ammicchi al cinema del passato; l’ardita stilizzazione coloristica e scenografica (manipolata col digitale); le staffilate di dolcezza nei dialoghi amorosi (con venature di buddismo); il manierismo teatrale della recitazione; la parodica ingenuità delle scene d’azione; l’efficace sconnessione temporale nella costruzione narrativa.