Category: Turchia


Risultati immagini per Dünyayi Kurtaran AdamUn film di Çetin Inanç. Con Cüneyt ArkinAytekin AkkayaHüseyin PeydaMehmet UgurFüsün Uçar.  Fantascienzadurata 91 min. – Turchia 1982.

Guerre e devastanti cataclismi hanno sgretolato il pianeta Terra al punto che alcuni suoi frammenti sono andati a disperdersi nello spazio dando forma a nuovi piccoli asteroidi. Su uno di questi mondi sconosciuti precipita il caccia spaziale dei piloti turchi Murat e Ali, danneggiato nel corso di una battaglia contro una flotta di astronavi che muove alla conquista del nostro sistema solare. I due amici, usciti sani e salvi dallo schianto, si ritrovano in un arido tavolato costellato di piramidi e sfingi identiche a quelle dell’antico Egitto e vengono accolti da un popolo che subisce la dominazione di un crudele Signore della guerra desideroso di impadronirsi dell’universo e di scoprire il segreto dell’immortalità. Gli impavidi astronauti si mettono al servizio di una bella principessa, ma Ali troverà la morte nell’epico conflitto contro le forze del Male… Çetin Inanç realizza la versione turca di Guerre stellari, intrisa di propagandistica esaltazione della cultura islamica, sulla base di un raffazzonato canovaccio piratato dalle idee e dalle sequenze del classico di George Lucas Continua a leggere

3 Supermen contro il Padrino_s.jpg

Un film di Italo Martinenghi. Con Sal Borgese, Aldo Sambrell, Tony Corti, Aldo Canti, George Arkins, Aldo Sambrel, Andrea Luzon Azione, durata 95 min. – Italia, Turchia, Spagna 1979.

I tre invincibili supermen (un agente segreto e due abilissimi ladri) lottano contro i mafiosi italo-americani che vogliono mettere le mani sulla macchina del tempo inventata dal professor Aristide Panzarotti. L’invenzione è danneggiata e, a complicare le cose, lo scienziato è finito all’ospedale con un vuoto di memoria. Torna il professor Panzarotti con la macchina del tempo già collaudata nel precedente …e così divennero i 3 supermen del West, e questa volta Martinenghi intende soddisfare (con minimo sforzo di fantasia e massima economia di soldi) i facili gusti delle platee di Instanbul spingendo il pedale sugli spunti erotici occasionati dalla presenza di una procace infermiera e confidando sul divo Cuneyt Arkin (qui con il nome d’arte George Arkins) di origine turca, specializzato in popolari film polizieschi e di azione. La macchina del tempo serve per allestire un improbabile set medievale, teatro per una esibizione del Panzarotti. A quanto risulta il film non è mai circolato in Italia. Titolo spagnolo: Los Tres Supermen Contra El Padrino.

Locandina italiana Il regno d'inverno - Winter Sleep

Il.Regno.D.inverno2014NuriBilgeCeylan_s

Un film di Nuri Bilge Ceylan. Con Haluk Bilginer, Melisa Sozen, Demet Akbag, Ayberk Pekcan, Serhat Mustafa Kiliç. Titolo originale Kis uykusu. Drammatico, durata 196 min. – Turchia, Francia, Germania 2014. – Parthenos uscita giovedì 9 ottobre 2014. MYMONETRO Il regno d’inverno – Winter Sleep * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un villaggio sperduto dell’Anatolia, in cui giungono turisti interessati alla struttura di antiche abitazioni che formano un tutt’uno con la roccia, Aydin è il proprietario di un piccolo ma confortevole albergo, l’Othello. L’uomo è anche il padrone di diverse case i cui inquilini non sono sempre in grado di pagare l’affitto e vengono puniti con il sequestro di televisore e frigorifero. Aydin vive con la giovane moglie Nihal e con la sorella Necla che li ha raggiunti dopo il divorzio. L’uomo è stato attore e ora sta pensando di scrivere un libro sulla storia del teatro turco.
Nuri Bilge Ceylan ancora una volta riesce ad emozionare con un’opera che sfida la lunga durata uscendone vincitrice assoluta. Il regista turco realizza una sintesi del proprio cinema dimostrando una libertà creativa che lo affranca dalla ripetitività. Dopo il successo dei film precedenti (e in particolare di C’era una volta in Anatolia) sarebbe stato facile tornare a proporre atmosfere e tempi rarefatti. Ceylan opta invece per una sceneggiatura in cui la parola domina integrandosi con un paesaggio e con interni che riflettono e, al contempo, determinano gli stati d’animo. Se il rimando a Shakespeare è in questa occasione palese (dal nome dell’hotel al manifesto di un “Antonio e Cleopatra” fino a una diretta citazione) l’amato Cechov torna a innervare l’opera del regista. Perché il film è pervaso da una sensazione di resa alla fragilità dei rapporti mentre al contempo se ne cerca una ragione e una soluzione (magari nella Istanbul che sostituisce come meta desiderata la Mosca del Maestro russo). Ceylan però si impadronisce di questo mood per operare una lettura delle relazioni uomo/donna che, portata sullo schermo grazie ad attori straordinari, ne fa emergere le pieghe e le piaghe più nascoste. Aydin è un possidente: possiede edifici, possiede la cultura, possiede sua moglie o, meglio, crede di possederla. Ha costruito intorno a lei una gabbia di attenzioni che è si è trasformata in una prigione che lo ha isolato a sua volta. A poco valgono le riflessioni sull’arte e sulla scrittura di quest’uomo apparentemente bonario (il lavoro sporco tocca al suo braccio destro).
A infrangersi non sarà solo il vetro del suo fuoristrada. Perché l’uomo Aydin si ritroverà davanti in Nihal non più la ragazza che aveva sposato ma una giovane donna che cerca la propria, seppur limitata, autonomia e ciò accadrà senza che lui abbia voluto accorgersi del cambiamento. Sarà un suo intervento che considera assolutamente normale, se non addirittura doveroso, che farà esplodere tensioni troppo a lungo represse. Nihal però avrà a sua volta modo di sperimentare quanto ciò che noi riteniamo ‘buono’ per gli altri non sempre viene percepito come tale. Il sonno invernale di Ceylan non è un letargo pacificatore.

La Mano Che Nutre La Morte_s

Un film di Sergio Garrone. Con Klaus Kinski, Katia Christine, Marzia Damon, Carmen Silva, Stella Calderoni. Fantascienza, durata 87 min. – Italia, Turchia 1974.

Dopo l’infortunio che ha orribilmente sfigurato la moglie, il dottor Marshal (o Nagaski, secondo altre edizioni) tenta di perfezionare una tecnica per ricostruirle gli splendidi lineamenti mediante innesto di epidermide asportata alle sventurate ragazze che egli fa periodicamente rapire dal suo sinistro servitore. Nonostante in paese regni il terrore, Marshal è sempre sfuggito alle indagini della polizia, ma quando decide di ospitare una giovane coppia incorsa in un incidente nei pressi della sua villa, scocca per lui l’ora della giustizia. Il dottore è immediatamente turbato dal bellissimo volto della giovane sposa e decide di trapiantare il suo viso su quello della moglie: l’operazione riesce ma avrà tragiche conseguenze per tutti…
La mano che nutre la morte si accoda alle numerose pellicole orrorifiche ispirate alle situazioni degli Occhi senza volto. Pur senza spiccare per particolari qualità artistiche, vanta un convincente Klaus Kinski nel ruolo del dottore psicopatico e i buoni effetti speciali del non ancora famoso Carlo Rambaldi.Il film viene spesso confuso con Le amanti del mostro, realizzato dallo stesso Sergio Garrone nel 1974 con gran parte del medesimo cast.Conosciuto anche con ii titoli: – Ölümün nefesi- Lover of the Monster- The Hand That Feeds the Dead.