Category: Bava Mario


Locandina Il rosso segno della follia (Un'accetta per la luna di miele)

Un film di Mario Bava. Con Femi Benussi, Dagmar Lassander, Laura Betti, Steve Forsyth. Horror, b/n durata 88 min. – Italia 1970. MYMONETRO Il rosso segno della follia (Un’accetta per la luna di miele) * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

John Harrington (Stephen Forsyth) uccide con una mannaia una coppia in treno in viaggio di nozze. Harrington è consapevole di essere pazzo, ma sa anche che nessuno se ne è accorto: non la moglie Mildred (Laura Betti), né gli impiegati della sua casa di mode. John è lucido e continuerà a uccidere fin quando non scoprirà la verità.  L’ambientazione in una casa di mode ricorda il famoso thriller di Bava, Sei donne per l’assassino, precursore del giallo all’italiana, ma qui l’impostazione è più delirante e horror, con uno psicopatico semilucido, un’ossessione allucinante e assurda, una seduta spiritica, un’apparizione spettrale e altre piacevolezze del genere. Lo stile inconfondibile di Mario Bava tiene a bada tutto questo e lo trasforma in uno spettacolo imperdibile. Continua a leggere

Locandina Gli orrori del castello di Norimberga

Un film di Mario Bava. Con Joseph Cotten, Elke Sommer, Massimo Girotti, Antonio Cantafora, Umberto Raho.Horror, durata 92 min. – Italia 1972. MYMONETRO Gli orrori del castello di Norimberga * * 1/2 - - valutazione media: 2,97 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Peter Von Kleist discende da un crudele e sadico barone vissuto nel XVII secolo. Incuriosito dalle sue origini e in possesso di una magica pergamena si reca in visita a Norimberga, ospite dello zio. Qui conosce una studentessa che… Continua a leggere

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Un film di Mario Bava. Con Ira Fürstenberg, William Berger, Edwige Fenech, Howard Ross. Drammatico, durata 87 min. – Italia 1969. MYMONETRO 5 bambole per la luna d’agosto * * 1/2 - - valutazione media: 2,64 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una villa su un’isola deserta sono radunati, per quella che sembra una vacanza, alcuni affaristi e uno scienziato, tutti con relative consorti. In più, c’è l’acerba e sfuggente figlia dell’ospite. Gli affaristi, in realtà, più che alla vacanza pensano a convincere lo scienziato a cedere loro una preziosa formula non meglio identificata. Lo scienziato, per motivi idealistici, non vuole e allora qualcuno comincia a far fuori tutti, uno alla volta in stile Dieci piccoli indiani. La trama, esile e scontata, pecca anche nella coerenza interna, ma Bava riesce comunque a trarne un film interessante. Si nota l’eleganza del suo stile, la cura nella fotografia dai toni raffinati e caldi. Purtroppo il film si dipana senza particolari emozioni, omicidio dopo omicidio, per concludersi con un colpo di scena prevedibile, ma non per questo meno indisponente. Il film si regge quindi sullo stile di Bava e sui dettagli, tra cui una scena che è rimasta memorabile (oltre all’idea simpaticamente bizzarra di riunire via via tutti i cadaveri cellofanati nella stanza frigorifera della villa): due degli ospiti lottano per futili motivi al piano superiore facendo cadere dal tavolo dei bicchieri e alcune biglie di cristallo che vengono seguite dalla camera nel loro tortuoso tragitto: dalla caduta al pavimento e al corridoio, giù per la rampa delle scale per poi finire in un’altra stanza dentro la vasca da bagno dove c’è il cadavere della moglie di uno dei due litiganti. Esordio al fulmicotone per Ely Galleani che ruba tutte le scene

Un film di Mario Bava. Con Valentina Cortese, John Saxon, Leticia Roman, Tiberio Murgia.Poliziesco, durata 92 min. – Italia 1963. MYMONETRO La ragazza che sapeva troppo * * * - -valutazione media: 3,13 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una ragazza inglese in Italia si mette ad indagare su alcuni delitti in cui è rimasta senza sua colpa implicata e riesce a scoprirne l’autore.

Un film di Mario Bava. Con Tony Kendall, Christopher Lee, Daliah Lavi, Luciano Pigozzi, Jacques Herlin Horror, durata 92 min. – Italia 1963. MYMONETRO La frusta e il corpo * * 1/2 - - valutazione media: 2,95 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una macabra storia di morte e di terrore che ha luogo in un solitario castello di proprietà di una famiglia dell’aristocrazia. C’è uno spirito che vaga nottetempo, e ci sono due delitti.

Shock (1977) .avi DVDRip AC3 ITA

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Un film di Mario Bava. Con John Steiner, Ivan Rassimov, Daria Nicolodi, David Colin Horror, durata 95′ min. – Italia 1977. – VM 14 – MYMONETRO Shock * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una villa abitata dai fantasmi, un bambino posseduto infierisce sulla madre nevrotica e sul patrigno ambiguo. Ma che fine ha fatto il vero padre? Se M. Bava avesse avuto l’arte del togliere avrebbe fatto un horror di prim’ordine. Invece accumula progressivamente spaventi e incubi e sbraca negli effettacci. Al film collaborò, anche a livello registico, Lamberto, figlio di Bava (1914-80).

Cani arrabbiati - Semaforo rosso - dvdrip_s.jpg

Un film di Mario Bava. Con Riccardo Cucciolla, Lea Lander, Maurice Poli, Don Backy, George Eastman. Hard boiled, durata 96 min. – Italia 1974. MYMONETRO Cani arrabbiati – Semaforo rosso * * * - - valutazione media: 3,23 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Claustrofobico incubo on-the-road, questo titolo segna una decisa virata verso il realismo da parte del più osannato tra i maestri dell’horror italiano: Mario Bava. Poco nota in patria perchè edita due decenni dopo la realizzazione, l’opera si presenta come un concentrato di cruda violenza, colpi di scena e feroce bastardaggine: cocktail votato all’intrattenimento in grado di fare cassa all’epoca quanto di ispirare i massimi esponenti del prolifico filone/carrozzone del pulp moderno. Inutile quanto imbarazzante sottolineare le assonanze tra “Rabid Dogs” (questo il titolo inglese) e “Reservoir Dogs” (Le Iene) di Tarantino, che si può considerare a ben donde un ispirato ed ironico remake del film di Bava.
Quattro delinquenti rapinano una banca ma qualcosa va storto, la polizia interviene e uno di loro viene ucciso. I tre rimasti riescono in qualche modo a fuggire in auto con il bottino ed a prendere in ostaggio un uomo, un bambino ed una donna. I membri della banda si chiamano tra loro con dei soprannomi: “il dottore” è il cervello del gruppo mentre “bisturi”, esperto di lame, e “32”, concorrente diretto del mitico John Holmes in quanto a centimetraggio, sono sgherri da bassa macelleria. Tra caselli e autogrill, in corsa continua sulle autostrade italiane, pura bestialità e frizioni interne alla banda porteranno ad esiti imprevedibili. Girato quasi interamente nell’abitacolo di un’auto, Rabid Dogs è duro da digerire, volgare al limite del sopportabile, sporco e sudato come i protagonisti, cani rabbiosi e famelici. Il titolo, affondando le mani nell’improponibile, offre un intrattenimento malsano ma efficace, scandito da ritmi e sequenze care al cinema di Bava, che non si smentisce nell’esprimersi senza inibizioni di sorta. Sprezzante, disturbante, a tratti insostenibile ritratto dei baratri più profondi della basezza umana, ma anche capolavoro del thrilling di genere.

Un film di Mario Bava. Con Luigi Pistilli, Claudine Auger, Isa Miranda, Claudio Volonté. Horror, durata 84′ min. – Italia 1971. MYMONETRO Reazione a catena * * * 1/2 - valutazione media: 3,79 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Muore impiccata, in una villa isolata, un’anziana contessa paralitica (Miranda). Muore di coltello il marito (Nuvoletti) che l’ha uccisa. Muoiono ammazzati altri undici, tra parenti e visitatori. Esseri umani raccontati come insetti in un mondo dominato da pulsioni brutali. Uno dei migliori film di M. Bava _ che ne curò anche la fotografia _ “proprio per l’intreccio di intenzioni alte e di pratiche basse, serietà metafisica e ironia sdrammatizzante, bellezza formale e grand-guignol” (A. Pezzotta). Scopiazzato da molti registi nordamericani dell’horror che di Bava sono meno colti e meno cattivi. Altro titolo: Ecologia del delitto.

Un film di Mario Bava. Con Cameron Mitchell, Eva Bartok, Thomas Reiner, Luciano Pigozzi. Giallo, durata 98′ min. – Italia 1964. MYMONETRO Sei donne per l’assassino * * 1/2 - - valutazione media: 2,79 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un atelier di alta moda a Roma cinque modelle sono uccise, una dopo l’altra, ciascuna in modo diverso. Il film codifica il thriller all’italiana, già sperimentato dal regista in La ragazza che sapeva troppo di cui condivide la debolezza logica della storia, cioè della sceneggiatura di Marcello Fondato. Fonte di ispirazione per D. Argento. Bava ne approfitta per testare, con Ubaldo Terzano, l’impiego del colore con un irrealismo che diventa barocchismo senza freni, e seminare false piste: i personaggi si confondono tra loro e con i manichini dell’atelier: “Il pathos della morte e lo shock del sadismo, in questo modo, vengono messi a distanza.” (A. Pezzotta). Ebbe noie con la censura.

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La Maschera del Demonio_s

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Un film di Mario Bava. Con Andrea Checchi, Ivo Garrani, John Richardson, Arturo Dominici, Barbara SteeleHorror, b/n durata 84 min. – Italia 1960. MYMONETRO La maschera del demonio * ** 1/2 - valutazione media: 3,50 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ai primi dell’800, due scienziati russi diretti a Mosca attraversano un bosco, dove, in una cappella abbandonata, trovano una strega impietrita. Questa si risveglia dal sonno mortale e compie una serie di orrendi delitti. Ma si trova un antidoto per eliminare definitivamente la tremenda creatura.

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Un film di Mario Bava. Con Piero Lulli, Erika Blanc, Giacomo Rossi Stuart, Fabienne Dalí. Horror, durata 85′ min. – Italia 1966. MYMONETRO Operazione paura * * * 1/2 - valutazione media: 3,54 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Verso la fine del XIX sec., accolto con ostilità perché straniero dagli abitanti di un paese, un giovane medico condotto indaga su una catena di inspiegabili decessi e scopre che la responsabile è una vecchia pazza che abita isolata in una vecchia villa, nel ricordo della figlia morta durante una festa. Scritto con Romano Migliorini e Roberto Natale, è stilisticamente il film più sperimentale e più emancipato dagli obblighi della narrazione tra gli horror di Bava. Oltre all’inquietante bambina bionda con la palla, è famosa la sequenza del protagonista che corre nella villa dei misteri: sembra che attraversi 8 stanze, ma in realtà “ripercorre continuamente la stessa, inseguendo il proprio doppio in una dimensione surreale” (R. Venturelli). Fotografia: Antonio Rinaldi.

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Un film di Mario Bava. Con Boris Karloff, Michèlle Mercier, Jacqueline Pierreux, Glauco Onorato. Horror, durata 92 min. – Italia 1963. MYMONETRO I tre volti della paura (Black Sabbath) * * * - - valutazione media: 3,17 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Film in tre episodi. Nel primo (Il telefono), Rosy (Michèle Mercier) torna a casa dopo una serata e viene minacciata da qualcuno al telefono. Impaurita, chiede aiuto a un’amica. Nel secondo (I wurdalak), Vladimir (Mark Damon) arriva in casa di una famiglia il cui patriarca, Gorca (Boris Karloff), sta per tornare dopo essere stato a caccia di un terribile vampiro, ma il tempo passa e il pericolo che egli stesso possa tornare come vampiro aumenta. Nel terzo (La gocciad’acqua), un’infermiera sfila un anello a un’anziana appena morta, ma tornata a casa si sente minacciata da una presenza ultraterrena. Capolavoro di Bava che riesce a cogliere elementi di grandissimo interesse visuale in ciascuno dei tre diversissimi racconti. Campione di economia narrativa e maestro del colore come pochi, arricchisce di suggestioni cupe e oscure le immagini con una sapienza pittorica che si adatta alle singole storie, dal thriller claustrofobico, alla storia gotica di vampiri alla spettrale vicenda di un redde rationem dopo la morte. Con un’ottima sceneggiatura alla quale collabora Alberto Bevilacqua, Bava riesce anche a esprimere momenti di geniale ironia metacinematografica svelando il trucco che c’è dietro l’immagine irreale e tempestosa, in una chiusa rimasta nella storia. Boris Karloff aggiunge un tocco di classe ulteriore interpretando con sobria minacciosità il ruolo del capofamiglia che torna là dove non dovrebbe. Grande atmosfera, grande senso del cinema. Da non perdere. Il racconto di Aleksej Tolstoj alla base dell’episodio con Karloff sarebbe stato lo spunto per #Vedi#La notte dei diavoli di Ferroni. Per l’edizione americana, l’AIP, come testimoniato dal super bavologo Tim Lucas in un lunghissimo articolo su Video Watchdog, alterò per motivi commerciali l’ordine degli episodi in questa successione: La goccia d’acqua, Il telefono, I Wurdalak

Un film di Mario Bava. Con Telly Savalas, Elke Sommer, Sylva Koscina, Alessio Orano Horror, durata 95 min.

Durante un viaggio in Spagna Lisa, una turista americana, incontra in uno strano negozio di oggettistica il Diavolo sotto le spoglie di un maggiordomo. Incantato per l’incredibile somiglianza di Lisa con una nobildonna morta decenni prima, riesce ad attirarla nel palazzo dove, apparentemente, presta servizio. Qui Leandro (il Diavolo-maggiordomo), manovrando bizzarri manichini, si diverte a tormentare i vecchi abitanti facendo loro rivivere i momenti della morte.