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Locandina Hi, Mom!

Un film di Brian De Palma. Con Robert De Niro, Lara Parker, Gerrit Graham, Allen Garfield. Commedia, durata 87′ min. – USA 1970. MYMONzETRO Hi, Mom! * * 1/2 - - valutazione media: 2,68 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Rubin, reduce dal Vietnam, si stabilisce a New York e vuole realizzare un film-verità riprendendo di nascosto ciò che avviene nel palazzo di fronte. Finale dinamitardo. Seguito ideale di Ciao America (1968), questo bizzarro dramma satirico è, nel suo stravagante anticonformismo, un film non riuscito, ma non privo di intelligenti invenzioni come antologia di pratiche voyeuristiche. Per i fans di De Palma. Continua a leggere

Risultati immagini per La Passione di Giovanna D'ArcoUn film di Carl Theodor Dreyer. Con Michel Simon, Renée Falconetti, Eugène Silvain, Maurice Stutz Titolo originale La passion de Jeanne d’Arc. Storico, Ratings: Kids+16, b/n durata 110′ min. – Francia 1928. MYMONETRO La passione di Giovanna d’Arco * * * * 1/2 valutazione media: 4,61 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Processo e morte sul rogo di Jeanne d’Arc (1412-31), giovane contadina lorenese, concentrati in un sola giornata (14 febbraio 1431): la Pulzella d’Orléans raccontata come vittima e martire, donna che soffre, opponendo intelligenza, umiltà e la sua solitudine ai giudici di Rouen. Uno dei capolavori del muto, e un vertice nella carriera del danese Dreyer che si serve del primo piano (quasi metà del film) per risolvere l’arduo problema del film storico: col primo piano compensa il tempo con lo spazio e riporta al presente lontani fatti storici: il volto umano come specchio dell’anima e del suo destino. Continua a leggere

Un film di Damiano Damiani. Con Claudia Cardinale, John Steiner, John Forsythe, Renzo Palmer. Spionaggio, durata 110′ min. – Italia 1977. – VM 14 – MYMONETRO Goodbye & Amen – L’uomo della CIA * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Con base a Roma, la CIA sta per compiere un attentato politico in un paese africano. Qualcuno si è intanto asserragliato in una terrazza dell’Hilton con l’ambasciatore USA e un fucile di precisione. Senza troppe pretese, un film italiano sulla CIA che tende più al thriller che al film-denuncia. Tratto da un Segretissimo Mondadori (Sulla pelle di lui, di Francis Clifford). Il migliore del gruppo è J. Steiner. Continua a leggere

Un film di Brian De Palma. Con Amy Irving, Sissy Spacek, Piper Laurie, John Travolta, William Katt. Titolo originale Carrie. Drammatico, durata 98 min. – USA 1976. MYMONETRO Carrie – Lo sguardo di Satana * * * - - valutazione media: 3,41 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Carrie (Sissy Spacek) è una ragazza timida e complessata, oppressa dalla madre pazza e bigotta (Piper Laurie) e ridicolizzata dalle compagne più furbe. Carrie però scopre di avere dei misteriosi poteri telecinetici e li usa per cercare una terribile e sanguinosa vendetta dopo essere stata ridicolizzata una volta di troppo al ballo della scuola, davanti a tutti. Il tema è classico dell’horror ed è un tema prettamente catartico: la vendetta dell’offeso, più assaporata dallo spettatore quanto più l’offeso è stato maltrattato nella prima parte del film. L’oppressione deve essere senza scampo e squallida (De Palma la dipinge benissimo) e la vendetta trova così una sua “giustificazione”, più meccanica che morale. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Tetto de sicaUn film di Vittorio De Sica. Con Gabriella Pallotta, Giorgio Listuzzi, Gaetano Ronzelli, Luciano Pigozzi, Gastone Renzelli. Commedia, Ratings: Kids+13, b/n durata 101′ min. – Italia 1956. MYMONETRO Il tetto * * * - - valutazione media: 3,04 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Luisa e Natale, giovani e poveri, si sposano, ma non hanno una casa propria. Alla periferia di Roma escogitano un sistema per farsene una e avere così la possibilità di vivere senza promiscuità. Scritto da C. Zavattini, è un frutto tardivo, un po’ accademico e ripetitivo, della poetica neorealista. Apologo sulla crisi degli alloggi e storia d’amore, è un film gracile e bozzettistico, ma scorrevole, tenero, ben recitato. Nastro d’argento per la sceneggiatura. Continua a leggere

Risultati immagini per Gertrud

Un film di Carl Theodor Dreyer. Con Nina Pens Rode, Bendt Rothe, Ebbe Robe Drammatico, b/n durata 116′ min. – Danimarca 1964. MYMONETRO Gertrud * * * * - valutazione media: 4,00 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal dramma teatrale (1906) di Hjalmar Söderberg: a Stoccolma all’inizio del secolo Gertrud, infelicemente sposata con un avvocato con ambizioni politiche, ritrova un noto poeta che un tempo aveva amato, ha una breve relazione con un giovane compositore e sceglie infine di vivere sola. Molti anni dopo, ormai vecchia _ in un epilogo aggiunto da Dreyer _ riceve la visita di un amico psichiatra al quale confida quanta importanza abbia avuto l’amore nella sua vita. Questo dramma d’anime è l’ultimo film di Dreyer che lo realizzò a 75 anni, portando alle estreme conseguenze l’austerità ieratica del suo linguaggio scarnificato con un’operazione stilistica (inquadrature fisse, piani-sequenza, suono in presa diretta, recitazione quasi atonale) che rimanda al cinema di Bresson e Straub. “Ricorda in follia e in bellezza le ultime opere di Beethoven” (J.-L. Godard). Questa Gertrud _ che di sé stessa dice: “Ho molto sofferto, e spesso ho sbagliato, ma ho amato” _ è il personaggio femminile più forte del cinema di Dreyer e uno dei più grandi del cinema. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Brian De Palma. Con Robert De Niro, Gerrit Graham, Jonathan Warden Titolo originale Greetings. Commedia, durata 88 min. – USA 1968. MYMONETRO Ciao America * * 1/2 - - valutazione media: 2,87 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre amici nella New York del 1968. Paul cerca un modo per evitare il Vietnam e una moglie selezionata dal computer. Lloyd, libraio ossessionato dai misteri sull’omicidio di John Kennedy, ricostruisce l’attentato persino quando è a letto con una donna. Jon è un filmaker che ha inventato la “look art”, ovvero spiare ragazze; quando un’amica tarda a spogliarsi, la rimprovera: “è look art, se non si vede niente che look è?” E intanto Lyndon Johnson tuona dalla tv: “L’America che stiamo costruendo diverrebbe una nazione Continua a leggere

 Un film di Damiano Damiani. Con Alessio Orano, Ornella Muti, Tano Cimarosa, Joe Sentieri.Drammatico, durata 108 min. – Italia 1970. MYMONETRO La moglie più bella ***-- valutazione media: 3,28 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Storia romanzata di Franca Viola, la ragazza siciliana che alla metà degli anni Sessanta rifiutò di sposare il giovane che l’aveva sedotta.

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Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica (Sora, 7 luglio 1901Neuilly-sur-Seine, 13 novembre 1974) è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano.

Una delle figure preminenti del cinema italiano e mondiale, è stato inoltre attore di teatro e documentarista. È considerato uno dei padri del Neorealismo e, allo stesso tempo, uno dei più grandi registi ed interpreti della Commedia all’italiana.[1]

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Qui sotto il riassunto dei film trovati:

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Un film di Carl Theodor Dreyer. Con Thorkild Roose, Lisbeth Movin, Anna Svierkier, Kirsten Andreasen, Sigurd Berg. Titolo originale Vredens Dag. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 105′ min. – Danimarca 1943. MYMONETRO Dies Irae * * * * 1/2 valutazione media: 4,78 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Anne Pedersdotter di Hans Wiers-Jenssen e dal dramma (1918) di Karl Gustav Vollmoeller: nella Danimarca del 1623 l’amore tra il figlio di un pastore protestante e la sua giovane matrigna che, accusata di stregoneria dopo la morte del marito, dinanzi all’atteggiamento dell’amante, anch’egli convinto della sua colpevolezza, preferisce morire attribuendosi un delitto non commesso. Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità (Dreyer: “Non il montaggio è lento, ma il movimento dell’azione. La tensione si crea nella calma.”), di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell’itinerario di Dreyer e nella storia del Continua a leggere

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Un film di Brian De Palma. Con Antonio Banderas, Peter Coyote, Rebecca Romijn, Eriq Ebouaney, Rie Rasmussen. Thriller, b/n durata 110 min. – USA 2002. MYMONETRO Femme fatale * * 1/2 - - valutazione media: 2,63 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un paparazzo interpretato da Banderas fotografa, durante il Festival di Cannes, una ragazza bellissima che sta cercando di mettere a segno un colpo clamoroso. La donna, la femme fatale (interpretata da Rebecca Romjin-Stamos), è immortalata sulla copertina del rotocalco. Alcuni gangster parigini la riconoscono come una persona, creduta morta, con cui hanno dei conti in sospeso. È arrivato il momento di regolarli. La bella donna inizia ad essere braccata e allora decide di coinvolgere nelle sue peripezie anche il fotografo che l’ha inguaiata. Per il regista, Femme Fatale è un omaggio al noir classico francese, ma risente anche di certe atmosfere rarefatte di Blow-up di Michelangelo Antonioni.

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Un film di Carl Theodor Dreyer. Con Sybille Schmitz, Julian West, Henriette Gérard, Rena Mandel Titolo originale Vampyr ou l’étrange aventure de David Gray. Drammatico, b/n durata 75 min. – Francia 1932. MYMONETRO Vampyr * * * 1/2 - valutazione media: 3,89 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

David si ferma per una notte in una locanda e conosce uno strano vecchio che gli lascia un incartamento che gli chiede di leggere dopo la propria morte. Ripreso il viaggio giunge al maniero dell’anziano personaggio ed è testimone della sua morte. Letto il manoscritto scopre l’esistenza di una vampira, certa Marguerite Chopin. Dopo alterne vicende David riesce a sconfiggere il male, colpendo al cuore la vampira con un paletto. Capolavoro pieno di inquadrature mirabili come la soggettiva di David che viene condotto, nella bara, verso la sepoltura. Dreyer miscela realtà e onirismo in uno spettacolo di grande effetto. Continua a leggere

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Un film di Brian De Palma. Con Kevin Costner, Sean Connery, Robert De Niro, Andy Garcia, Charles Martin Smith.Titolo originale The Untouchables. Drammatico,durata 119 min. – USA 1987. MYMONETRO Gli intoccabili * * * 1/2 - valutazione media: 3,95 su 62 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Anni ’30, Al Capone é il padrone di Chicago, con la corruzione ed il crimine tiene sotto controllo sindaco, polizia, bar e locali notturni. L’agente governativo Eliot Ness raduna attorno a se tre poliziotti incorruttibili: Wallace, Stone e Jimmy Malone. I quattro in piena autonomia riescono ad assicurare alla giustizia il terribile Capone.

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Risultati immagini per Poster Blow Out

Un film di Brian De Palma. Con John Lithgow, John Travolta, Nancy Allen, Dennis Franz, Terrence Currier.Thriller, durata 108 min. – USA 1981. MYMONETRO Blow Out * * * 1/2 - valutazione media: 3,49 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jack è un ex poliziotto diventato tecnico del suono. Compiendo esperimenti per la colonna sonora di un nuovo film, capta casualmente il rumore di un’auto che cade in un torrente. Precipitatosi sul luogo dell’incidente… Continua a leggere

Un film di Brian De Palma. Con Melanie Griffith, Craig Wasson, Gregg Henry, Guy Boyd, Dennis Franz.Titolo originale Body Double. Thriller, durata 109 min. – USA 1984. MYMONETRO Omicidio a luci rosse * * 1/2 - - valutazione media: 2,79 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Prendete due gioielli del cinema come Vertigo e Rear Window, aggiungeteci lo stile e il talento visionario di Brian De Palma e otterrete Body Double. Al posto del volto ordinario (e insieme straordinario) di James Stewart Continua a leggere

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Ladri di Biciclette - bdrip 720p_s.jpg

Un film di Vittorio De Sica. Con Lamberto Maggiorani, Lianella Carell, Elena Altieri, Enzo Staiola, Vittorio Antonucci. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 92′ min. – Italia 1948. MYMONETRO Ladri di biciclette * * * * 1/2 valutazione media: 4,85 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Derubato della bicicletta, indispensabile per il lavoro appena trovato, disoccupato va col figlioletto alla ricerca del ladro attraverso la Roma del dopoguerra, incontrando solidarietà, indifferenza, aperta ostilità. Tratto dal romanzo (1946) omonimo di Luigi Bartolini, la cui sceneggiatura risulta firmata anche da O. Biancoli, S. Cecchi D’Amico, A. Franci, G. Gherardi, G. Guerrieri, è _ con Umberto D (1952) _ il risultato più alto del sodalizio De Sica-Zavattini e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con Roma, città aperta (1945) fu più conosciuto all’estero. L’amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. Oscar speciale 1949, 6 Nastri d’argento e altri premi (Locarno, New York, Londra, Knokke-le-Zonte, Bruxelles ecc.). La parte di Maggiorani era stata offerta a Cary Grant. Sergio Leone giovane compare vestito da seminarista.

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L oro Di Napoli_s

Un film di Vittorio De Sica. Con Eduardo De Filippo, Totò, Sophia Loren, Paolo Stoppa, Silvana Mangano. Commedia, b/n durata 118′ min. – Italia 1954.

Film in 5 episodi, tratti da 6 racconti di Giuseppe Marotta, raccolti nel libro omonimo (1947): “Il guappo” (Totò, Gennaro, Carell, da “Trent’anni, diconsi trenta”); “Pizze a credito” (Loren, Furia, Stoppa, Rondinella, da “Gente nel vicolo” e “La morte a Napoli”); “I giocatori” (De Sica, Bilancioni, dal racconto omonimo); “Teresa” (Mangano, Crisa, Maestri, da “Personaggi in busta chiusa”); “Il professore” (De Filippo, Pica, Crosio, da “Don Ersilio Miccio vendeva saggezza”). Dall’edizione commerciale fu eliminato “Il funeralino”, elegiaco e bellissimo. Difficile fare una graduatoria in un film di insolita omogeneità, tematica e stilistica, se non basandosi sui gusti personali. I suoi limiti sono, in fondo, quelli di Marotta di cui, comunque, si accentua la vena umoristica più di quella malinconica, l’allegria più che la tristezza. L’oro di Napoli è la pazienza, “la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza”. È il suo tema conduttore. Non è un film neorealista. Di maniera nel suo bozzettismo? Troppo teatrale e calligrafico? Forse, ma riscattato dalla sagace direzione desichiana degli attori e dallo stesso teatralismo del popolo dei “bassi” napoletani. Lo si vede soprattutto in “Teresa” dove Marotta guadagna in intensità quel che perde in colore e nella coralità di “Il professore”. Scritto da C. Zavattini, Marotta e De Sica. Fotografia: Carlo Montuori. Scene: Gastone Medin. Musica: Alessandro Cicognini. 2 nastri d’argento: Mangano e Stoppa (non protagonista)

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Un film di Brian De Palma. Con Paul Williams, William Finley, George Memmoli, Jessica Harper, Sissy Spacek Titolo originale Phantom of the Paradise. Drammatico, durata 92 min. – USA 1974.MYMONETRO Il fantasma del palcoscenico * * * * - valutazione media: 4,02 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Swan è il Dio della produzione discografica mondiale e sta per inaugurare il suo tempio: il Paradiso, una sala concerti come mai se ne sono viste. Per la serata d’apertura, però, ha bisogno di una musica all’altezza. La trova quando Winslow Leach, un musicista disgraziato, si infiltra di soppiatto alle audizioni e suona la sua cantata per piano e voce ispirata al “Faust” di Goethe. Nella più triste tradizione, Swan gli ruba la musica e riarrangia lo spartito in toni horror-rock, dando il ruolo principale a Beef, un trogloditico rockerWinslow nel frattempo evade dalla prigione in cui con un inganno Swan è riuscito a farlo rinchiudere: pazzo di rabbia fa irruzione nella sala delle presse discografiche dove si stanno stampando i vinili del “Faust” e distrugge tutto ma, a causa di un incidente resta sfigurato. Winslow si introduce nel Paradiso, dove vive nascosto e mascherato, e inizia la sua vendetta uccidendo gli scritturati per il “Faust”. Swan lo scopre e gli propone un accordo: Winslow finirà la musica e Swan, in cambio, darà una parte a Phoenix, bella e brava cantante che Winslow avrebbe voluto come prima voce. Winslow accetta, e firma il contratto col sangue.
De Palma aveva realizzato pochi film all’epoca di The Phantom – sebbene avesse già avuto modo di lavorare con Orson Welles e Robert De Niro (che allora era poco più che un ragazzo promettente…) – ma erano stati sufficienti a dargli una certa credibilità. Fu così in grado, dopo il fortunato Sisters, di tornare su un progetto che risaliva a cinque anni prima e a cui teneva particolarmente: una rock opera che evidenziasse gli aspetti più grandguignoleschi e glamour del rock dei tardi anni ’60. La sorte volle che Paul Williams, abile songwriter di successo, ottenesse il compito di scriverne le musiche e insieme di interpretare il diabolico e sofisticato Swan. Quest’incontro consegnò alla Storia del cinema un gioiello tanto ricco di colpi di genio, trovate originali, citazioni ed autocitazioni colte e ironiche, da porlo un gradino sopra gli altri film del “genere” dello stesso periodo, quantomeno dal punto di vista strettamente cinematografico. Meno irriverente del Rocky Horror, lontano dalla mistica di Hair, meno lisergico di Jesus Christ Superstar, ma anni luce avanti a tutti in quanto a padronanza registica e bellezza delle musiche, quello di De Palma può essere considerato a pieno titolo IL musical rock degli anni ’70. Ma se, come chi scrive, amate il rock, l’horror, Goethe e il cinema da cardio(De)palma, potreste trovare ne Il fantasma del palcoscenico anche di più: il film della vostra vita.

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Un film di Damiano Damiani. Con Gian Maria Volonté, Klaus Kinski, Andrea Checchi, Lou Castel, Martine Beswick.Western, b/n durata 102 min. – Italia 1966. MYMONETRO Quien sabe? * * * - - valutazione media: 3,39 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Verso il 1917, un giovane sicario americano riceve l’incarico dal governo di Città del Messico di eliminare un generale ribelle. Per compiere la sua missione l’uomo s’aggrega a un rozzo ex rivoluzionario diventato bandito. I due diventano amici e si salvano reciprocamente la vita. Compiuta la sua missione il sicario porterebbe negli Stati Uniti il messicano, ma questi si ricorda del suo passato rivoluzionario uccide l’americano e distribuisce i soldi del compenso ai poveri, affinché possano comprare armi per continuare la lotta.

Poster Scarface
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Scarface - bdrip_1080p_ita_eng_s

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Un film di Brian De Palma. Con Al Pacino, Steven Bauer, Michelle Pfeiffer, Mary Elizabeth Mastrantonio, Robert Loggia.Drammatico, durata 170 min. – USA 1983. – VM 14 – MYMONETROScarface ****- valutazione media: 4,02 su 144 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dall’omonimo capolavoro del gangster-movie anni ’30, un remake che rende onore al proprio ispiratore, qui magistralmente attualizzato ed ampliato nei contenuti. Ambientato a Miami, l’intreccio si dipana tra il mondo degli immigrati cubani e quello dei signori della droga della east-coast. Tony Montana, lo sfregiato, è uno tra i tanti “rifugiati politici” in territorio statunitense, sbarcati sulle coste della Florida in seguito all’apertura delle carceri cubane. Per i profughi la via più veloce per abbandonare la degenza economica è darsi al crimine, e Tony, non certo uno stinco di santo, non ci penserà due volte. Comincerà così per il gangster una rapida ascesa, che arriverà a vertiginose quanto pericolose altezze. Oliver Stone stende una sceneggiatura cruda, ritratto di un mondo fatto di polvere bianca e potere, pupe da sballo e disco-music elettronica: il mondo dei gangster anni ’80, insomma. Grazie all’elegante mano di De Palma, l’opera danza sul ribaltamento del punto di vista: ci si scoprirà a simpatizzare per la mina vagante Tony, selfmade-boss scaltro e ligio al proprio, seppur deviato, codice d’onore. Montana, rozzo cubano di umili origini, incarna gli ideali del ghetto portandoli all’estremo, costruendo dal nulla un impero economico basato sull’illegalità. Un titanismo incurante di qualsiasi limite umano plasma la sfolgorante parabola del protagonista, vittima della propria fremente volontà di potenza. Il prodotto finale, lontano dalle ovattate atmosfere de Il padrino , è una feroce rilettura del capitalismo, dove il sogno americano si rivolta contro se stesso e la cultura del dollaro si affianca ineluttabilmente all’eccesso, preludio in tale contesto all’autodistruzione. Affiancato da una splendida Michelle Pfeiffer agli esordi, Al Pacino regala l’anima ad un antieroe leggendario, contribuendo a creare un’opera che traccia nuove e nette linee guida per il futuro del genere (e non solo). Sulle note di una emblematica “Push it to the limit”, lo spirito del cinema si rinnova incarnandosi in un monumentale dramma corvino, serio candidato al titolo di gangster-movie stradaiolo definitivo.