Category: Herzog Werner


Locandina L'ignoto spazio profondoUn film di Werner Herzog. Con Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz, Shannon Lucid, Michael Mcculley, Donald Williams Titolo originale The wild blue yonder.Documentariodurata 81 min. – Francia, Germania, Gran Bretagna 2005uscita venerdì 25 novembre 2005MYMONETRO L’ignoto spazio profondo * * * - - valutazione media:3,13 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Werner Herzog è un regista che negli ultimi anni ha agito nell’ombra. Una decina di documentari e docu-fiction che non si è preoccupato tanto di promuovere, quanto invece del piacere di girarli per amore del proprio lavoro. The wild blue yondercorre, ancora una volta, sulla linea della fiction documentata per proiettarci nella fantascienza, nell’ignoto spazio, narrando di alieni che alla fine risultano più umani di noi.  Continua a leggere

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Un film di Werner Herzog. Con Lotte Eisner, Wolfgang Bachler, Manfred Eigendorf, Wolfgang Von Ungern-Sternberg. Documentario, durata 78′ min. – Germania 1968. MYMONETRO Fata Morgana * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Girato nel Sahara meridionale, in Kenya, in Tanzania, nei paesi che si affacciano sul golfo di Guinea e nelle Canarie, è diviso in tre parti (La creazione, Il paradiso, L’età dell’oro), commentate da testi in voce off attinti da una leggenda degli indios guatemaltechi o scritti dal regista. Difficile definirlo: documentario surrealista? Film allucinato tra il documentario etnologico e il cinema underground informale? Paesaggio in trance, come lo definisce Herzog qui al suo 2° lungometraggio? Tentativo di filmare l’infilmabile, qualcosa che è al di là della realtà, delle sue bellezze e dei suoi orrori? Riflessione apocalittica sulla fine di una civiltà? Nella 2ª parte gli innesti umani sono elementi spuri che abbassano la tensione visionaria. Continua a leggere

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Un film di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Helena Rojo Del Negro, Ruy Guerra, Peter Berling Titolo originale Aguirre, der Zorn Gottes. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 94′ min. – Germania, Messico, Perù 1972. MYMONETRO Aguirre, furore di Dio * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1560 una spedizione spagnola, guidata da Gonzalo Pizarro, fratello di Francisco, discende la Cordigliera delle Ande alla ricerca del mitico El Dorado. La giungla inestricabile la blocca. Si invia allora un pattuglione esplorativo, munito di zattere, sul fiume Urubamba al comando di Pedro de Urrua al cui fianco è l’ambizioso e spietato Lope de Aguirre. Girato con pochi mezzi in Perú, il 5° film di W. Herzog è leggibile Continua a leggere

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Un film di Werner Herzog. Con Bruno S., Brigitte Mira, Walter Ladengast Titolo originale Jeder für sich und Gott gegen alle. Drammatico, durata 110′ min. – Germania 1974. MYMONETRO L’enigma di Kaspar Hauser * * * * - valutazione media: 4,07 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

26 maggio 1828: a Norimberga viene trovato giovane un po’ tardo abbandonato da tutti. Fra sogno e ambiguità, Herzog narra con partecipazione autobiografica la vicenda del suo “ragazzo selvaggio”, un caso che da più di un secolo è oggetto di studi e ricerche e ha ispirato Paul Verlaine, Paul Wassermann, George Trakl e Peter Handke. Kaspar Hauser incarna l’estraneità assoluta, l’imprevisto che non rientra nelle norme sociali, giuridiche, religiose. La sua è una “passione laica” per l’apprendimento della vita come linguaggio e comunicazione. Herzog ne delinea lo spazio popolato di sogni, incubi, angoscia, premonizioni di morte e la segue con rigore visionario, trovando in Bruno S. un interprete fuori dall’ordinario, lui stesso orfano cresciuto fra riformatori e carceri.

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Un film di Werner Herzog. Con Helmut Döring, Gerd Gickel, Paul Glauer Titolo originale Auch Zwerge haben klein angefangen. Drammatico, durata 96′ min. – Germania 1970. MYMONETRO Anche i nani hanno cominciato da piccoli * * * - - valutazione media: 3,29 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una imprecisata colonia di nani una ribellione provoca un crescendo di vandalismo, follia, violenza e atti crudeli, che diventa quasi un catalogo del sadismo, radicato nel mondo animale e nella natura. È il più estremo, surreale, inquietante e allucinato film di Herzog, che l’ha diretto, prodotto e scritto curandone gli arrangiamenti musicali, celato interamente in una dimensione critica. Continua a leggere

Risultati immagini per Grido di pietraUn film di Werner Herzog. Con Donald Sutherland, Brad Dourif, Vittorio Mezzogiorno, Mathilda May Titolo originale Schrei aus Stein. Drammatico, durata 96 min. – Germania, Francia, Canada 1991.MYMONETRO Grido di pietra * * 1/2 - - valutazione media: 2,92 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto da un’idea dello scalatore Reinhold Messner, il film narra la sfida tra Vince Roccia, un famoso rocciatore solitario, e un giovane e presuntuoso tecnico della scalata.
In realtà l’unico uomo ad aver raggiunto la vetta è qualcun altro, che ha avuto il gusto di lasciare una piccozza con una foto di Mae West. Strutturato come un buon film televisivo ma al di sotto delle aspettative per un autore come Herzog. È stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Continua a leggere

Il cattivo Tenente - Ultima Chiamata New Orleans_s.jpg

Un film di Werner Herzog. Con Nicolas Cage, Val Kilmer, Eva Mendes, Xzibit, Shea Whigham.Titolo originale Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans. Drammatico, durata 121 min. – USA2009. – 01 Distribution uscita venerdì 11 settembre 2009. MYMONETRO Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans * * * - - valutazione media: 3,00 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

New Orleans, all’indomani del furioso passaggio dell’uragano Katrina. Il detective Terence McDonagh salva da morte certa un detenuto chiuso in una prigione allagata. Ottiene così la nomina a tenente e una prescrizione vitalizia per il Vicodin, potente antidolorifico per il trauma riportato alla schiena. Si serve anche di cocaina e di crack, in compagnia dell’amata Frankie, una prostituta. Quando una famiglia di afroamericani viene sterminata, si assume il caso, certo di poter incastrare il colpevole, il temuto Big Fate. Sa convincere le persone, non ha paura, scommette su se stesso.
Con Il cattivo tenente (The Bad Lieutenant. Port of Call: New Orleans), Herzog scommette su Nicolas Cage e vince. Impunemente strafatto, il tenente McDonagh è uno dei personaggi più lucidi che Cage si sia trovato ad interpretare, uno storto che procede diritto alla meta, passo dopo passo, invenzione dopo invenzione, perfettamente in linea con altri personaggi del regista.
Il film stesso procede in questo modo, seguendo il suo uomo lungo i luoghi dell’indagine e quelli del cinema, dal noir del detective in impermeabile al poliziesco da cliché, alla commedia della vecchietta bisbetica ingegnosamente minacciata e punita. Ma quanta libertà nel percorso, quanto piacere del viaggio, del gioco.
La pellicola omonima di Abel Ferrara non c’entra nulla, la logica della sfida con il dio, colpevole di avere abbandonato l’uomo a se stesso, la violenza della parola, la disintegrazione delle relazioni affettive, sono lontane come la notte (scenario prediletto di quel film) dal giorno (di cui non ha alcun timore, invece, questo sedicente remake). Due modi differenti di vedere il cinema che è dentro la realtà, due immaginari distanti quanto lo sono una suora stuprata e un’iguana che sa cose che noi non sappiamo. Vien da pensare allo scherzo, ad una certa intenzionalità nei ribaltamenti, se non fosse che il confronto non si pone, poiché tutto è diverso, al di là del titolo, altro cinema e altro film.
Per la sua prima volta in una grande città americana, Herzog non poteva non scegliere un luogo dove l’elemento primordiale dell’acqua è tornato ad esigere il proprio tributo, dove la natura si è imposta sull’uomo ed è entrata da regista nella storia. Anche in America, anche dentro i confini del genere (la crime-story), si può entrare seguendo un serpente e accorgersi con piacere che ovunque c’è di più di ciò che ci si aspettava di incontrare.

Fitzcarraldo_s

Un film di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Claudia Cardinale, José Lewgoy, Peter Berling, Salvador Godínez. Avventura, durata 157′ min. – Germania 1981. MYMONETRO Fitzcarraldo * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Agli inizi del Novecento l’eccentrico Brian Sweeney Fitzgerald, barone irlandese del caucciù, vuole costruire a Iquitos, nel cuore dell’Amazzonia peruviana, il più grande teatro d’opera di tutti i tempi per farci cantare Enrico Caruso. Costato 8 miliardi (più tutti gli averi del regista, due morti, parecchi feriti e tre anni di lavorazione) questo film, frutto di un’operazione un po’ folle, è paradossalmente il più ordinato e accademico del più sregolato autore del nuovo cinema tedesco. Narrato a ritmo lasco col tran tran di uno sceneggiato TV, ha un solo personaggio vivo: il battello il cui assurdo ed epico trasporto attraverso il colle occupa 45 minuti. I momenti d’incanto e le sequenze visionarie, comunque, non mancano. Si apre e si chiude con un frammento delle 2 opere ottocentesche che hanno per protagonista Elvira: Ernani (1844) di G. Verdi e I puritani (1835) di V. Bellini. Esiste sulla romanzesca lavorazione del film un bel documentario di Les Blank, Burden of Dreams (1982), che, secondo alcuni, è persino più affascinante del film.

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Un film di Werner Herzog. Titolo originale Echos aus einem düsteren Reich. Documentario, durata 90′ min. MYMONETRO Echi da un regno oscuro * * * - - valutazione media: 3,00 su 3 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Michael Goldsmith, corrispondente dell’Associated Press dal Nordafrica, conduce l’inchiesta su Jean Bedel Bokassa, ex imperatore della Repubblica Centrafricana, spodestato da un colpo di stato, accusato di molti crimini efferati (anche di cannibalismo), condannato a morte in contumacia e poi chiuso nel carcere di Bangui. Diversi tipi di testimonianze e di testimoni, interessati e disinteressati, si alternano con spezzoni di documentari. Non mancano gli inserti di taglio grottesco e surreale: i granchi sulla spiaggia all’inizio, lo scimpanzé che fuma alla fine, immagine insopportabile perché, al tempo stesso, troppo umana e troppo vera. Più che un documentario sugli orrori della realtà è un’indagine sulla natura del potere dispotico, è “un film sulla menzogna, sull’inattendibilità, sulla messa in scena della testimonianza” (A. Pezzotta). Fotografia di Jörg Schmitte-Reitwein, musiche di J.S. Bach, A. Vivaldi.

Cuore di vetro - satrip ita_s

Un film di Werner Herzog. Con Clemens Scheitz, Joseph Bierbichler, Stefan Guttler Titolo originale Herz aus Glas. Drammatico, durata 94′ min. – Germania 1976. MYMONETRO Cuore di vetro * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È forse il film più stilizzato, enigmatico e allucinato di W. Herzog che, partendo da un racconto fantastico dell’amico poeta e cineasta Herbert Achternbusch, porta all’estremo il suo cinema visionario e antinarrativo, già sperimentato 10 anni prima con Fata Morgana. Nella Baviera del primo Ottocento una vetreria è sull’orlo della bancarotta quando il suo proprietario muore senza aver divulgato la formula del suo speciale vetro-rubino. La popolazione rischia di rimanere senza lavoro. Un pastore-profeta annuncia agli abitanti l’incendio della vetreria e la prossima fine del mondo. La prima profezia si avvera: appiccate dal figlio impazzito del morto, le fiamme distruggono la fabbrica. Finale avveniristico in un’isola rocciosa “ai confini del mondo”. Interpreti ipnotizzati in comportamenti meccanici e ieratici, radicale oscurità narrativa di un’azione dislocata in tre luoghi principali (vetreria, taverna, casa del padrone), “omogeneità stilistica e ambientale assoluta” (Fabrizio Grosoli), rimandi pittorici negli interni, musica antica con inserti dei Popol Vuh, atmosfera cupissima. Affascina, inquieta e chiede spettatori complici.

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Nosferatu il Principe della Notte_s

Un film di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Bruno Ganz, Isabelle Adjani, Jacques Dufilho Titolo originale Nosferatu, Phantom der Nacht. Drammatico, durata 107′ min. – Francia, Germania 1978. – VM 14 – MYMONETRO Nosferatu il principe della notte * * * * - valutazione media: 4,24 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1897) di Bram Stoker. Jonathan Harker parte per la Transilvania per trattare un affare col conte Dracula. Riportato in vita, Nosferatu semina la peste in Olanda, ma Lucy _ la moglie di Jonathan _ lo sconfigge sacrificando la sua vita. Omaggio al capolavoro muto (1922) di Murnau, non è un film dell’orrore né del terrore: raggiunge il fantastico con le immagini della realtà e per virtù di stile, con l’uso della luce. Del suo eroe, incarnazione del Male, Herzog sottolinea la profonda, insondabile tristezza; della sua triplice qualità di Morto Redivivo, Stregone ed Entità Diabolica privilegia la prima. Leggerlo come una metafora sul Male e sulla Paura che, ieri (Hitler) come oggi, abitano la Germania (e l’Europa) sembra una forzatura. Un Kinski insolitamente sobrio e una sonnambolica, esangue Adjani.